La prima foglia d'autunno

VERSI LIBERI




Dalle trincee tedesche divorate dal bosco
le ombre di fantasmi del passato attendono
l’arrivo di un altro furente inverno.

Sento i loro canti disperati riecheggiare 
tra le verdi foglie dei faggi ondeggianti
ma non posso più ascoltarli.

La terra sotto di me freme ad ogni passo, 
ogni mia orma insicura lascia un segno 
evanescente nel rado sottobosco.

Ogni mio movimento, lo so, è osservato 
da un cervo lontano, solitario e ramingo,
che sorveglia la figlia foresta.

Uno sguardo legge la mia anima in profondità,
un occhio attento e guardingo ora mi lascia 
proseguire nel mio ignoto viaggio.

Non oso uscire dal percorso che la storia 
ha tracciato sulla superfice vergine del bosco,
temo, da sempre, la sua vendetta.

Lei intanto ondeggia sul ramo più alto, 
indecisa se lasciarsi andare o rimandare 
ancora l’inevitabile destino.

Quando, giunto il momento, deciderà di 
staccarsi dal suo alto rifugio sicuro,
forse le nostre strade si incroceranno.

Uno sguardo diverso verrà attratto
dalla tonalità del suo rossore.
Sfumature che le parole a stento
possono descrivere 
come ogni vera sensazione.

Raccogliendola da terra, 
attratto dal suo colore,
rosso acceso su fondo spento,
la porterò con me, al sicuro, 
lontano dallo scorrere del tempo 
che tutto inesorabilmente 
vorrebbe cancellare.

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